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CALENDARIO PARROCCHIALE

Maggio

Venerdi 7 · S. Domitilla

At 15,22-31; Sal 56; Gv 15,12-17.

Ti lodero' fra i popoli, Signore.


Sabato 8 · Maria Madre della Chiesa

At 16,1-10; Sal 99; Gv 15,18-21.

Acclamate il Signore, voi tutti della terra.

Chiesa Madre:
Ore 17,30 S. Rosario
Ore 18,00 S. Messa e supplica alla Madonna di Pompei


Domenica 9 · S. Pacomio

At 10,25-26.34-35.44-48; Sal 97; 1Gv 4,7-10; Gv 15,9-17.

Il Signore ha rivelato ai popoli la sua giustizia.

Ore 18,00 S. Rosario
Ore 18,30 S. Messa


Lunedi 10 · S. Gordiano; S. Cataldo

At 16,11-15; Sal 149; Gv 15,26-16,4a.

Il Signore ama il suo popolo.


Martedi 11 · S. Ignazio da Laconi

At 16,22-34; Sal 137; Gv 16,5-11.

La tua destra mi salva, Signore.

Ore 17,30 - S. Rosario
Ore 18,00 - S. Messa


Mercoledi 12 · S. Pancrazio; Ss. Nereo e Achilleo; S. Lepoldo Mandic

At 17,15.22 – 18,1; Sal 148; Gv 16,12-15.

I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.


Giovedi 13 · Beata V. Maria di Fatima

At 18,1-8; Sal 97; Gv 16,16-20.

Il Signore ha rivelato ai popoli la sua giustizia.

Ore 17,30 - S. Rosario
Ore 18,00 - S. Messa


LITURGIA

I VENERDI DI QUARESIMA IN ASCOLTO DELLA PAROLA

MATTEO 9,14-15
18-02-21


1) Preghiera

Accompagna con la tua benevolenza,
Padre misericordioso,
i primi passi del nostro cammino penitenziale,
perché all’osservanza esteriore
corrisponda un profondo rinnovamento dello spirito.

Per Cristo nostro Signore. Amen

2) Lettura del Vangelo

Dal Vangelo secondo Matteo 9,14-15

In quel tempo, giunto Gesù all’altra riva del lago, nella regione dei Gadareni, gli si accostarono i discepoli di Giovanni e gli dissero: “Perché, mentre noi e i farisei digiuniamo, i tuoi discepoli non digiunano?”.

E Gesù disse loro: “Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto mentre lo sposo è con loro? [leggi tutto]


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Convento dei Cappuccini

15-01-15

Quello di Alì è uno dei primi conventi edificati in Sicilia dall’ordine dei Frati Minori Cappuccini. Risale al 1574 e ne fu fondatore padre Girolamo da Città di Castello.

Il convento di Alì e l’annessa chiesa dedicata a S. Maria degli Angeli, furono eretti con le elemosine dei fedeli, i quali stabilirono di tassarsi annualmente, secondo le proprie possibilità.

Nel 1746 fu maestro dei novizi padre Serafino da Alì, che preparava i frati alla vita religiosa. In quel periodo furono molti i giovani che, provenienti da varie parti del messinese e dalla provincia catanese, attratti dalla semplicità e rigidità dell’ordine, chiesero di farvi parte.

Attorno al 1754 i frati presenti erano quarantacinque. Essi traevano sostentamento dalla carità degli abitanti e dai frutti delle terra coltivata. Nel 1868, in seguito alla legge che riguardava i beni della Chiesa, il convento venne acquistato da privati. Stessa sorte toccò, nel 1901, all’annessa chiesa S. Maria degli Angeli.

Nel 1922 padre Giampietro, in visita al convento, riferisce di averci trovato “una Gerusalemme distrutta” ed ammonisce: “Quale responsabilità innanzi tutto a Dio ed innanzi alle anime, hanno coloro che hanno stroncato tanta bellezza di Cielo su questa terra!”. Certo il significato di bellezza cui si riferisce Padre Giampietro si discosta un po’ dal concetto di bellezza architettonica, ma, con presunzione, riteniamo che avrebbe pronunciato anche oggi, forse con più rabbia, le stesse parole, nel vedere lo scempio autorizzato da organi che dovrebbero sovraintendere alla tutela del patrimonio artistico.  

In questa meravigliosa spianata, infatti, un tempo meta di pellegrini e bisognosi, oggi non si possono più ammirare i ruderi di un antico monumento cui gli aliesi erano molto legati (anche se in questi ultimi tempi versava nell’abbandono più assoluto). Da qualche anno si sono conclusi i lavori di “recupero” (o insensata ristrutturazione) della parte principale del complesso monastico: la chiesa di S. Maria degli Angeli. Le modalità di svolgimento dei lavori, per i quali comunque sono serviti tanti soldini pubblici, sono state dettate, più che dalla necessità di salvaguardare un monumento, dalle insufficienti risorse disponibili.

Sono stati rifatti gli intonaci interni ed esterni, sono state abbattute le parti ritenute pericolanti noncuranti dell’importanza artistica, animati dalla necessità di contenere le spese, tanto poi col tempo tutto si dimentica!

Il portale architravato d’ingresso alla chiesa, era preceduto da un arco coperto da una volta a crociera, con tre ingressi ad arco a tutto sesto dove i frati distribuivano la minestra calda ai poveri. Oggi la volta a crociera è stata abbattuta e sostituita da un soffitto in legno.

La navata, caratterizzata da tre arcate per lato, era separata da un imponente arco trionfale a tutto sesto, dalla zona del presbiterio rettangolare conclusa a tribuna. Il tetto mancante perché crollato nel tempo è stato totalmente rifatto.

Oggi quei ruderi preziosi dal punto di vista storico, ma anche affettivo, sono stati sostituiti da un edificio completamente nuovo che gli aliesi non riconoscono e che guardano con insofferenza. Unico rammarico quello di non aver potuto fermare la distruzione di un monumento di cui ormai rimane poca cosa: il portale d’ingresso e qualche cornice in pietra.

Altrettanta importanza storico-artistica ha l’annesso convento. Si spera che non si debba assistere, anche qui, ad un ulteriore depauperamento della struttura e che eventuali interventi possano consentire la conservazione delle caratteristiche architettoniche senza infierire ulteriormente sull’antico edificio. Proprio in questo edificio visse e morì, in odore di santità, Padre Serafino senior d'Alì.

R.R.

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"Il cristiano non segue i suoi capricci, ma il richiamo dell’amore, la voce di Gesù."

Tweetato il 7 Maggio da Papa Francesco


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