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LITURGIA

San Rocco, uno dei santi taumaturghi più popolari in Occidente.

Tutti lo invocavano tra il Medioevo e l’Ottocento in occasione del rinnovarsi delle epidemie di peste.
11-08-20



San Rocco è per questo anche uno dei santi occidentali più raffigurati.

Lo rappresentarono ogni genere di artisti: tanto quelli semplici dell’arte popolare, quanto alcuni tra i più gettonati come Tintoretto, Michelangelo, Ludovico Carracci, Guido Reni, Botticelli.

E tutti lo hanno dipinto o scolpito nello stesso modo, in un modo che serve a ricordare la sua storia, la storia di un pellegrino, con bastone, mantello, bisaccia, sandali, che va, nonostante una piaga sulla gamba, che cammina in compagnia di un cane, suo unico amico.

Rocco non era italiano, ma francese. Nacque a Montpellier in una famiglia agiata della grande borghesia mercantile tra il 1345 ed il 1350.

Secondo la tradizione, una volta [leggi tutto]


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FILIPPO D’AGIRA, UN SANTO MOLTO POPOLARE, ANCHE SE AD ALÌ È STATO QUASI DIMENTICATO

Il 12 maggio ricorre il giorno liturgico di S. Filippo Siriaco, o d’Agira, antico Patrono di Alì. Predicò nel nostro territorio.
11-05-20

San Filippo d'Agira, tra i santi dell’Alto Medioevo dell’Italia meridionale è uno dei più popolari, è anche noto e venerato in terra macedone nel IX secolo, in Palestina nel XI e dagl’inizi del XIV secolo a Zebbug, nell’isola di Malta. E’ detto di Agira per distinguerlo dagli altri santi di nome Filippo e perché svolse la sua missione in questa cittadina del centro della Sicilia. Cittadino dell’impero bizantino, santo italogreco, a seconda del centro in cui è venerato è inoltre indicato come San Filippo il Costantinopolitano, il Trace, il Grande (per distinguerlo da San Filippo diacono palermitano, detto San Filippo il Giovane), il Siriaco, ‘u niuru (nero). Figlio di ricchi proprietari di armenti, venne in Sicilia per incarico di un papa romano durante la diaspora dall’Oriente verso l’Italia meridionale di monaci ed eremiti, verificatisi tra VII e VIII sec. e ha avuto da Dio il dono del miracolo e la forza di vincere le forze del male simboleggiate dal demonio. La sua visione universale del cristianesimo, le sue caratteristiche di vita che ci sono state tramandate, come ha affermato San Giovanni Paolo II, lo pongono nella «lunga ieratica teoria di uomini e donne, che» in terra di Sicilia «in mezzo a difficoltà e persecuzioni, hanno vissuto in semplicità ed integralità il Vangelo», che non fa distinzione alcuna tra gli uomini. Assieme a tantissimi altri santi della Magna Grecia, Filippo di Agira è, come il patriarca ecumenico Bartolomeo I lo ha definito, palese esempio di unità «avendo vissuto l’esperienza meravigliosa e indicibile che la Santa Chiesa di Cristo era universalmente una ed indivisa». 

Nel suo viaggio attraverso i Monti Peloritani, prima di giungere ad Agira, Filippo sostò e predicò il vangelo anche nelle vicinanze delle odierne Alì, Mandanici, nella valle del fiume Zabut, oggi Torrente Agrò, dirigendosi poi verso la collina, dove oggi si trovano i paesi di Limina e Roccafiorita. Scendendo da Roccafiorita e da Melia, giunto sulla costa, nella località dove oggi sorge Letojanni, proseguì per Calatabiano, dove il Santo è ancora oggi molto venerato, e successivamente a Castiglione e Randazzo. Dopo aver aggirato l'Etna, giunse ad Agira. 

Morì un 12 maggio del V secolo, di un anno che non ci è noto (ma potrebbe andare dal 455 al 468); aveva circa 63 anni.

Ad Alì, la chiesa a lui dedicata era quella conosciuta sin dal 1624 come chiesa del Rosario.

Padre Vincenzo




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"Sono vicino alla comunità cattolica di #Nizza, in lutto per l’attacco che ha seminato morte in un luogo di preghier… https://t.co/nVSgbDoD5C"

Tweetato il 29 Ottobre da Papa Francesco


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