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CALENDARIO PARROCCHIALE

Gennaio

Domenica 24 · S. Francesco di Sales

Gn 3,1-5.10; Sal 24; 1Cor 7,29-31; Mc 1,14-20.

Fammi conoscere, Signore, le tue vie.

S. Messa ore 17,30.


Lunedi 25 · CONVERSIONE DI SAN PAOLO AP.

At 22,3-16 opp. At 9,1-22; Sal 116; Mc 16,15-18.

Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo.


Martedi 26 · SS. TIMOTEO e TITO

2Tm 1,1-8 o Tt 1,1-5; Sal 95; Lc 10,1-9.

Annunciate a tutti i popoli le meraviglie del Signore.

S. Messa ore 17,00.


Mercoledi 27 · S. Angela Merici

Eb 10,11-18; Sal 109; Mc 4,1-20.

Tu sei sacerdote per sempre, Cristo Signore.

Inizia la Novena di S. Agata

Ore 17,45 Coroncina
Ore 18,00 S. Messa

A motivo della epidemia, dopo la Messa, non ci sara' il consueto bacio della Reliquia, ma solo la Benedizione.


Giovedi 28 · S. Tommaso d'Aquino

Eb 10,19-25; Sal 23; Mc 4,21-25.

Noi cerchiamo il tuo volto, Signore.

Novena di S. Agata
Ore 17,45 Coroncina
Ore 18,00 S. Messa


Venerdi 29 · Ss. Papia e Mauro

Eb 10,32-39; Sal 36; Mc 4,26-34.

La salvezza dei giusti viene dal Signore.

Novena di S. Agata
Ore 17,45 Coroncina
Ore 18,00 S. Messa


Sabato 30 · S. Martina

Eb 11,1-2.8-19; Cant. Lc 1,68-75; Mc 4,35-41.

Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo.

Novena di S. Agata
Ore 17,45 Coroncina
Ore 18,00 S. Messa


LITURGIA

28 GENNAIO: S. TOMMASO D'AQUINO.

Sacerdote e dottore della Chiesa.
22-01-21

S. Tommaso, nato verso la fine del 1225 dal conte d'Aquino, nel castello di Roccasecca, all'età di 18 anni, contro la volontà del padre e addirittura inseguito dai fratelli che avrebbero voluto sequestrarlo, entrò nell'ordine dei Predicatori di S. Domenico. Completò la sua formazione a Colonia, alla scuola di S. Alberto Magno, e poi a Parigi. Nello studio parigino da studente divenne docente di filosofia e teologia. Insegnò anche ad Orvieto, Roma e Napoli.

Mite e silenzioso (a Parigi fu soprannominato «il bove muto»), obeso di costituzione, contemplativo e devoto, rispettoso di tutti e da tutti amato, Tommaso era soprattutto un intellettuale. Costantemente immerso negli studi, perdeva [leggi tutto]


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FILIPPO D’AGIRA, UN SANTO MOLTO POPOLARE, ANCHE SE AD ALÌ È STATO QUASI DIMENTICATO

Il 12 maggio ricorre il giorno liturgico di S. Filippo Siriaco, o d’Agira, antico Patrono di Alì. Predicò nel nostro territorio.
10-05-20

San Filippo d'Agira, tra i santi dell’Alto Medioevo dell’Italia meridionale è uno dei più popolari, è anche noto e venerato in terra macedone nel IX secolo, in Palestina nel XI e dagl’inizi del XIV secolo a Zebbug, nell’isola di Malta. E’ detto di Agira per distinguerlo dagli altri santi di nome Filippo e perché svolse la sua missione in questa cittadina del centro della Sicilia. Cittadino dell’impero bizantino, santo italogreco, a seconda del centro in cui è venerato è inoltre indicato come San Filippo il Costantinopolitano, il Trace, il Grande (per distinguerlo da San Filippo diacono palermitano, detto San Filippo il Giovane), il Siriaco, ‘u niuru (nero). Figlio di ricchi proprietari di armenti, venne in Sicilia per incarico di un papa romano durante la diaspora dall’Oriente verso l’Italia meridionale di monaci ed eremiti, verificatisi tra VII e VIII sec. e ha avuto da Dio il dono del miracolo e la forza di vincere le forze del male simboleggiate dal demonio. La sua visione universale del cristianesimo, le sue caratteristiche di vita che ci sono state tramandate, come ha affermato San Giovanni Paolo II, lo pongono nella «lunga ieratica teoria di uomini e donne, che» in terra di Sicilia «in mezzo a difficoltà e persecuzioni, hanno vissuto in semplicità ed integralità il Vangelo», che non fa distinzione alcuna tra gli uomini. Assieme a tantissimi altri santi della Magna Grecia, Filippo di Agira è, come il patriarca ecumenico Bartolomeo I lo ha definito, palese esempio di unità «avendo vissuto l’esperienza meravigliosa e indicibile che la Santa Chiesa di Cristo era universalmente una ed indivisa». 

Nel suo viaggio attraverso i Monti Peloritani, prima di giungere ad Agira, Filippo sostò e predicò il vangelo anche nelle vicinanze delle odierne Alì, Mandanici, nella valle del fiume Zabut, oggi Torrente Agrò, dirigendosi poi verso la collina, dove oggi si trovano i paesi di Limina e Roccafiorita. Scendendo da Roccafiorita e da Melia, giunto sulla costa, nella località dove oggi sorge Letojanni, proseguì per Calatabiano, dove il Santo è ancora oggi molto venerato, e successivamente a Castiglione e Randazzo. Dopo aver aggirato l'Etna, giunse ad Agira. 

Morì un 12 maggio del V secolo, di un anno che non ci è noto (ma potrebbe andare dal 455 al 468); aveva circa 63 anni.

Ad Alì, la chiesa a lui dedicata era quella conosciuta sin dal 1624 come chiesa del Rosario.

Padre Vincenzo




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"Non rinunciamo alla Parola di Dio! È la lettera d’amore scritta per noi da Colui che ci conosce come nessun altro:… https://t.co/kgIf4gSrPt"

Tweetato il 24 Gennaio da Papa Francesco


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22-10-15

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