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LITURGIA

11 novembre: S. Martino di Tours

09-11-18


Quattromila chiese dedicate a lui in Francia, e il suo nome dato a migliaia di paesi e villaggi; come anche in Italia, in altre parti d’Europa e nelle Americhe: Martino il supernazionale. Nasce in Pannonia (che si chiamerà poi Ungheria) da famiglia pagana, e viene istruito sulla dottrina cristiana quando è ancora ragazzo, senza però il battesimo. Figlio di un ufficiale dell’esercito romano, si arruola a sua volta, giovanissimo, nella cavalleria imperiale, prestando poi servizio in Gallia. E’ in quest’epoca che può collocarsi l’episodio famosissimo di Martino a cavallo, che con la spada taglia in due il suo mantello militare, per difendere un mendicante dal freddo.
Lasciato l’esercito nel 356, raggiunge [leggi tutto]


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MAGGIO, MESE MARIANO: IL ROSARIO E’ MEDITAZIONE DEL MISTERO DELL’AMORE DI CRISTO

E’ la catena d’amore che unisce tutti coloro che amano Gesù e Maria.
01-05-18

Qualcuno dice che è monotono, altri che è una preghiera non biblica, quindi inutile; altri sono indifferenti a questo problema, ma tanti e tanti altri pregano con il Santo Rosario

La preghiera del Rosario è uno strumento, una via concreta, personale e comunitaria, per vivere con Gesù, per “rimanere” con lui e la Madre sua in serena compagnia e amicizia.

Giusto domenica scorsa, V di Pasqua, Gesù ci diceva: “rimanete in me”. Egli ci vuole intimamente uniti a Lui, in contemplazione di Lui. E il rosario è preghiera contemplativa. Contemplare il Signore Gesù è immergersi in lui. E il Rosario è preghiera che si alimenta ai misteri della vita di Gesù e nello stesso tempo chiede un aiuto, una intercessione alla Madre sua, Maria. Chiede a lei di raccontarci tutti i “ricordi” di lui che sono impressi nel suo cuore di Madre. L’evangelista Luca dice: “Maria serbava nel suo cuore” tutte le parole e gli avvenimenti che riguardavano il Figlio.
Conosciamo la povertà della nostra esistenza, la pigrizia nell’accogliere il progetto di Dio su di noi, Maria, con la preghiera del Rosario, ci richiama all’essenziale: “Fate quello che vi dirà” (Gv 2,5). Il Rosario esprime l’arte del pregare nell’Occidente cristiano; un’arte  sperimentata nei secoli da tanta parte del popolo cristiano e da tanti Santi.
Questa preghiera è meditazione del mistero dell’amore di Cristo, è  impregnare di Cristo il mondo e la nostra vita: “Per me il vivere è Cristo” (Fil 1,21).
E’ la catena d’amore che unisce tutti coloro che amano Gesù e Maria. Di quanti vivono all’unisono con la Chiesa.
I grani del Rosario rappresentano gli anelli di congiunzione  tra Dio e gli uomini,  tra ognuno di noi e i fratelli.
E’ forza d’amore, protezione contro il male, annuncio di pace.                                                         
Un grande Teologo del secolo scorso, E.H. Schillebeeckx, ha scritto: “La ripetizione meccanica delle Ave Maria risveglia verità salutari precedentemente acquisite, rimesta nelle ceneri di una vita religiosa anteriore. Il rosario é un prolungato atto di carità, con un andamento assai lento. È un rapporto d’amicizia di cui l’anima, in certi momenti, scopre il ricco contenuto, l’Annunciazione, la nascita o la morte del Signore ecc. mentre continuiamo a sgranare senza fatica le “poste” della corona”.
La preghiera, ha sempre detto la Chiesa, ha una potenza positiva anche  sulla stessa salute psichica e fisica della persona, aumenta le difese, rasserena, mette il cuore in pace con Dio e con i fratelli.
Abbiamo bisogno di imparare a pregare. Non ne sappiamo mai abbastanza. La preghiera del Rosario potrebbe e dovrebbe ridiventare il nostro colloquio abituale con Maria per un motivo in più, per mantenere la nostra salute fisica e psichica. Per ricuperarla…
Potrà essere una preghiera “da nulla”. Ma attraverso di essa si muove la storia. Perché in chi ha in mano la corona e muove le labbra è presente lo Spirito Santo. Quello stesso Spirito che ha preso possesso del grembo di Maria, che ha guidato sempre Gesù, che ha messo in cammino la Chiesa! E dove c’è lo Spirito, dove opera lo Spirito Santo grandi cose si compiono per tutta l’estensione della terra.




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"Preghiamo oggi per i vescovi, perché siano sempre come san Paolo gli chiede di essere: umili, miti, servitori. #SantaMarta"

Tweetato il 12 Novembre da Papa Francesco


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