Sabato 17 Agosto: Festa del Patrocinio di S. Agata.

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LITURGIA

24 Agosto: S. BARTOLOMEO APOSTOLO

Patrono principale dell’Arcidiocesi di Messina Lipari S. Lucia del Mela
19-08-19


Bartolomeo (Natanaele) è uno dei dodici Apostoli che Gesù chiamò al suo seguito e dopo la sua morte e risurrezione, costituì capi dalla Chiesa da Lui fondata. Questo apostolo è menzionato soltanto nelle liste sinottiche dei dodici (Mc3,18; Mt10,3; Lc6,14) e nella lista degli apostoli in Atti 1,13. Natanaele, originario della vicina Cana di Galilea, reagisce scetticamente. Mentre però egli andava incontro, è Gesù a pronunciare un elevato elogio su Natanaele: "Ecco davvero un israelita in cui non c’è falsità". Di qui la reazione del discepolo: “Come mi conosci?” e Gesù ribatte con una risposta a dir [leggi tutto]


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P. VINCENZO: «PER L’ANNO NUOVO SOGNIAMO SUL NOSTRO AMATO PAESE!»

Gli auguri del Parroco per il 2018.
05-01-18

“Finalmente se ne va quest’anno…”. Così, spesso sentiamo o diciamo alla fine di ogni anno!

Nel passare da un anno all’altro, diventiamo ripetitivi negli auguri e viviamo quel momento in maniera effimera.

Ma l’anno trascorso, non fa parte della nostra vita, della nostra storia? E’ da cancellare?

Oppure qualcosa resta?

Esso ci appartiene. Il rimuoverlo non serve a niente.

Alla risposta che diamo a tali interrogativi è appesa la verità degli auguri che in questi giorni ci scambiamo.

I miei auguri, attraverso questo sito, vorrebbero raggiungere, soprattutto, quanti faticano ad andare avanti; quanti hanno perso motivo per sperare; gli ammalati e tutti coloro che qualche dolore impedisce loro di alzare lo sguardo e di iniziare con fiducia la nuova pagina del calendario della storia umana.

Nel lasciarci dietro le spalle il vecchio anno, ricordiamo sempre, con sensi di gratitudine, che nonostante le nostre stanchezze e infedeltà, i giorni che abbiamo vissuto ci sono stati donati e sono stati comunque giorni di grazia e di salvezza.

Nel progredire dei giorni, molteplici  cose  svaniranno e si dimenticheranno, ma altre resteranno: i segni di bene che quotidianamente riscontriamo; ed ogni segno di bene, nella sua piccolezza è sempre più grande di ogni fallimento.

Meraviglia sempre che nella notte di Capodanno, anche nelle case dei più poveri e sfortunati si festeggi: quanto si attende con ansia lo scoccare dell’anno nuovo; e come in un grande rito collettivo si marchia questo passaggio con brindisi e fuochi di artificio.

Conoscendo  cosa riserva la realtà, come si fa, a sperare ancora?

Indubbiamente dimora in ognuno di noi una tenace e testarda speranza. L’abbiamo iscritta dentro; e per quanto provati o messi alle corde, risorge sempre si da farci augurare che i giorni a venire siano migliori. Molti alimentano questa speranza leggendo oroscopi, o cadendo nel facile tranello di possibili vincite al lotto o alle macchinette disseminate a macchia d’olio sul tutto il territorio.

All’inizio del nuovo anno, molta gente è curiosa di sapere in anticipo ciò che succederà nella propria vita. Persino i giornali seri ospitano e azzardano previsioni per il futuro. Io non faccio il mestiere di indovino, ma vorrei esprimere una riflessione molto semplice.

Cosa succederà nel nuovo anno?

Due tipi di avvenimenti certamente!

Alcuni non dipenderanno da noi. Altri invece li possiamo programmare, fin da ora. C’è, indubbiamente, il peso delle circostanze esterne, delle vicende storiche, delle decisioni degli uomini; e tutto ciò rimane avvolto nell’oscurità. Ma c’è anche il peso della nostra coerenza, fedeltà, sacrificio. E tutto questo, dal momento che non piove dal cielo, ma dipende da noi, può essere chiaro fin da ora. Perciò, per l’anno nuovo sogniamo! Sogniamo sulla sorte della nostra Comunità! Sogniamo su una sua ripresa e su una sua alzata di capo!

Sogniamo sul nostro amato Paese!

Pace a te Alì! Sia pace sulle tue mura! Non lasciarti cadere le braccia. Alzati, rialza la testa.

Il Signore ti benedica e ti protegga, rivolga verso di te il Suo volto e ti dia pace.


Padre Vincenzo




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"Il vero culto a Dio passa sempre attraverso l’amore del prossimo."

Tweetato il 7 Dicembre da Papa Francesco


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