Benvenuti!

CALENDARIO PARROCCHIALE

Aprile

Giovedi 19 · 3.a di Pasqua - S. Leona IX; S. Elfego; B. Bernardo

Acclamate Dio, voi tutti della terra.

At 8,26-40; Sal 65; Gv 6,44-51.

S. Messa ore 18,30.


Venerdi 20 · 3.a di Pasqua - S. Aniceto; S. Agnese da Montepulciano

Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo.

At 9,1-20; Sal 116; Gv 6,52-59.


Sabato 21 · 3.a di Pasqua - S. Anselmo; S. Corrado da Parzham

Che cosa rendero' al Signore, per tutti i benefici che mi ha fatto?

At 9,31-42; Sal 115; Gv 6,60-69.

S. Messa ore 9,00 Chiesa del Rosario.


Domenica 22 · 4.a di Pasqua - S. Leonida; S. Gaio

La pietra scartata dai costruttori e' divenuta la pietra d'angolo.

At 4,8-12; Sal 117; 1Gv 3,1-2; Gv 10,11-18.

Catechismo ore 17,30.
S. Messa ore 19,00.


Lunedi 23 · 4.a di Pasqua - S. Adalberto; S. Giorgio

L'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente.

At 11,1-18; Sal 41 e 42; Gv 10,1-10.

S. Messa ore 18,30.


Martedi 24


Mercoledi 25


LITURGIA

8 Aprile: Domenica della Divina Misericordia

05-04-18


Usiamo la corona del Rosario:


Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

All'inizio: Padre nostro, Ave Maria, Credo. 
Sui grani del Gloria si recita la frase seguente:
Eterno Padre, Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del tuo dilettissimo Figlio e Signore Nostro Gesù [leggi tutto]


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NATALE 2017: CHE ARIA TIRA?

Il clima natalizio è cambiato. I piccoli segni di una festa profondamente radicata nel contesto sociale delle nostre comunità, rischiano di essere “inquinati” da una cultura sempre più laica e consumistica.
23-12-17

Nel passato, all’approssimarsi del S. Natale, si sentiva nell’aria, oserei dire il profumo che circondava questa ricorrenza, si osservano con piacere piccoli segni esteriori pubblici che regalavano un senso di attesa, di festa. Ricordo ancora, quando, ragazzino, insieme ai miei coetanei, si guardava nella vetrina del negozio che in paese vendeva le piccole statue del presepe, se vi erano personaggi nuovi, che non avevamo. Piccoli segni che manifestavano il clima natalizio, cosi come le prime gemme e i primi fiori nei prati dicono che la primavera è vicina. Piccoli segni di una festa profondamente radicata nel contesto sociale delle nostre comunità. E con quanta gioia ci si scambiava gli auguri, per un giorno diverso, bello, solenne: Buon Natale.

Tutto questo ora non lo sentiamo e non lo vediamo più. All’ingresso dei paesi, il primo festone luminoso recita sempre: “Buone Feste”, cosi come anche nelle vetrine dei negozi. E la renna che trascina una slitta stracolma di regali, pacchi e l’immancabile Babbo Natale, spesse volte appeso alle finestre più somigliante a un ladro che a un portatore di doni: il clima natalizio è cambiato. Nelle famiglie ci sono ancora presenti il presepe, l’albero, ma sono preposti alla raccolta di regali.

Ora è aria inquinata!

Ed ovunque l’aria è inquinata, polveri sottili inquinanti si insinuano nel contesto sociale, anche “cristiano”: il consumismo, la mentalità e cultura laica che non vuole segni esteriori di Fede, affermando che questa è un fatto privato che non si può né imporre né esporre agli altri. Ricordiamo qualche anno fa il polverone sul Crocifisso esposto negli ambienti pubblici: disturba, bisogna toglierlo. Non consola affatto nemmeno l’opinione di chi “difende” il Presepe e il Crocifisso, perche spesso si dice che Presepe e Crocifisso sono parte della nostra tradizione, del nostro passato, della nostra cultura secolare.

Davvero consolante! Cristo è divenuto un pezzo da museo!

Fa parte della nostra ricca tradizione, come quella gastronomica, enologica e di quanto è “made in Italy”. Natale è divenuto un pretesto! Per esprimere la nostra vena poetica, dare un po’ di lucido alla nostra opaca religiosità, rispolverare la nostra divisa cristiana, per recitare, quasi come in un teatro, una volta l’anno, la parte dei buoni e sentirci buoni.

Questo ricco natale ha impoverito il Natale.

E’ come se facessimo una festa di compleanno, ma con l’assenza del festeggiato. La storia si ripete! “Maria diede alla luce il suo figlio, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’èra posto per loro nell’albergo” (Lc 2,6-7). Forse anche oggi non c’è posto per Lui nelle nostre Famiglie. Affinché sia un buon Natale, bisogna “aprire, anzi spalancare le porte a Cristo”.

Padre Vincenzo




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"Il cristiano, per vocazione, è fratello di ogni uomo, specie se povero, e anche se nemico."

Tweetato il 18 Aprile da Papa Francesco


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