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CALENDARIO PARROCCHIALE

Settembre

Domenica 24 · 25.a Domenica Tempo Ordinario - S. Pacifico da Sanseverino Marche

Il Signore e' vicino a chi lo invoca.

Liturgia: Is 55,6-9; Sal 144; Fil 1,20c-24.27a; Mt 20,1-16.

S. Messa ore 18,30.


Lunedi 25 · 25.a Tempo Ordinario - S. Aurelia, Sergio

Grandi cose ha fatto il Signore per noi.

Liturgia: Esd 1,1-6; Sal 125; Lc 8,16-18.


Martedi 26 · 25.a Tempo Ordinario - Ss. Cosma e Damiano

Andremo con gioia alla casa del Signore.

Liturgia: Esd 6,7-8.12b.14-20; Sal 121; Lc 8,19-21.


Mercoledi 27 · 25.a Tempo Ordinario - S. Vincenzo de' Paoli

Benedetto Dio che vive in eterno.

Liturgia: Esd 9,5-9; Cant. Tb 13; Lc 9,1-6.


Giovedi 28 · 25.a Tempo Ordinario - S. Venceslao; S. Lorenzo Ruiz e compagni

Il Signore ama il suo popolo.

Liturgia: Ag 1,1-8; Sal 149; Lc 9,7-9 - Amb.: 2Pt 3, 1-9; Sal 89 (90); Lc 19, 37-40.


Venerdi 29 · 25.a Tempo Ordinario - Ss. Arcangeli MICHELE, GABRIELE e RAFFAELE

Cantiamo al Signore, grande e' la sua gloria.

Liturgia: Dn 7,9-10.13-14 opp. Ap 12,7-12a; Sal 137; Gv 1,47-51.


Sabato 30 · 25.a Tempo Ordinario - S. Girolamo

Il Signore ci custodisce come un pastore il suo gregge.

Liturgia: Zc 2,5-9.14-15a; Cant. Ger 31,10-12b.13; Lc 9,43b-45.

Ore 16,00 - La statua della Madonna del Bosco viene riportata nella sua Chiesa; all'arrivo S. Messa.


LITURGIA

23 settembre: S. PIO DA PIETRELCINA

Canonizzato il 16 giugno 2002
21-09-17


Erede spirituale di San Francesco d'Assisi, Padre Pio da Pietrelcina è stato il primo sacerdote a portare impressi sul suo corpo i segni della crocifissione. Già noto al mondo come il "Frate stigmatizzato", Padre Pio, al quale il Signore aveva donato particolari carismi, si adoperò con tutte le sue forze per la salvezza delle anime. Le moltissime testimonianze dirette della "santità" del Frate, arrivano sino ai nostri giorni, accompagnate da sentimenti di gratitudine. Le sue intercessioni provvidenziali presso Dio furono per molti uomini causa di guarigione nel corpo e motivo di rinascita nello Spirito.

Padre Pio da Pietrelcina, al secolo Francesco Forgione, nacque a Pietrelcina, un piccolo paese del beneventano, il 25 maggio 1887. [leggi tutto]


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RAPPRESENTATA LA TRASLAZIONE DI S. AGATA CON UN DIALOGO DEL 1656

L’opera veniva cantata in chiesa per la festa del 5 febbraio. Adesso si pensa a musicarla.
22-08-17

Per visualizzare la fotogallery cliccare sulla foto accanto.

Quella dei dialoghi è una tradizione nata a Roma nel Cinquecento ad opera di S. Filippo Neri e diffusasi poi in tutta Italia. Quello rappresentato in Chiesa Madre il 20 agosto scorso, è stato composto nel 1656 dall’allora Arciprete di Alì, Don Pietro Antonio Zorrìa. Nella dedica vengono menzionati i nomi di alcuni “Giurati dell’Università d’Alì” (coloro che gestivano il potere pubblico), molto probabilmente committenti del lavoro.

Si tratta di un’opera di rilevante valore poetico, oggi eseguita in rime, ma un tempo cantata, poiché la versione originaria era musicata. Lo scopo di questo compimento viene illustrato, dallo stesso autore, nella prefazione: «Ha potuto il tempo (Osservandissimi Signori) col suo vorace morso devorare nelli nostri Archivi di manoscritto per Antichissima tradizione, il felice arrivo con le sagre reliquie della nostra Signora protettrice Agata Santa à quelle spiagge Alitane da Costantinopoli partite: mà non potè, ne seppe mai cancellare la devozione ogn’hor più fresca, tanto delli petti dell VV: SS. Quanto nell’animo di questo  Alitano popolo».

In quel secolo, infatti, c’era stato un importante incendio che aveva distrutto l’allora chiesa Madre e tutto l’archivio in essa contenuto. Si pensi che in quell’occasione andò perduto anche il Velo di S. Agata, quello che gli antichi Aliesi avevano ricevuto in dono nel 1126. In seguito si provvide a richiederne ed ottenerne un altro lembo dalla Chiesa Catanese.

La prima scena del dialogo si apre con un contraddittorio tra Goselmo e Gilberto sul significato delle parole che Agata aveva detto loro in sogno: «… Accogliete il mio avanzo, e sotto auspici, / Benigni, su nave / Lo ricovrate, alle Catanee mura, / ne v’assalga timor, che bene il tutto / Agata vi l’impone …». I due Cavalieri ben presto si convincono di dover portare a compimento il compito loro affidato: sottrarre le spoglie di Agata e riportarle in patria.

A questo punto Agata compare in sogno anche al popolo aliese per preannunciare il passaggio della nave con il “prezioso” carico e con vero atto di amore verso quella gente, dice: «… Odi qual sia lo scopo. Hoggi adottiva / T’accetto figlia, e ciò con patto eterno / Di fede in pegno stabilisco, e fermo, / Odi ch’in breve tù vedrai, ch’accogle / Le sparte vele, favorita nave / A le tue sponde…».

S. Agata decide di voler stendere la sua mano protettiva sugli aliesi per sempre (Hoggi adottiva / T’accetto figlia, e ciò con patto eterno) e chiede in cambio la loro fermezza nella fede (Di fede in pegno stabilisco, e fermo)

Quando gli Aliesi incontreranno i due cavalieri, tra l’altro, così dicono: «… Io quivi son, fortunati Heroi / Che di reliquie verginette, e pure / Custodi sete,  e portatori insieme, / Deh scuoprite il tesoro, / E io m’inchino, e riverente adoro…».

La rappresentazione di quest’antico oratorio è stata curata da Grazia Magazzù e Agata D’Angelo con il supporto tecnico-musicale di Mimmo Triolo e Angela Cozzo e dei soci dell’Associazione Alias. Questi gli interpreti: Antonella Bonarrigo (S. Agata); Domenico Bottari (Gilberto); Roberto Roma (Goselmo); Pippo Giannetto (Università di Alì, ossia il Popolo); Giuseppe Triolo (Scorta); Sabina D’Angelo, Antonella Agnello e Irene Bonura (Coro); Irene Bonura (Ariette). Lettori-guide: Grazia Magazzù, Agata D’Angelo, Sabina D’Angelo e Gaetano Fiumara.




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"La gioia si moltiplica condividendola!"

Tweetato il 24 Settembre da Papa Francesco


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Antonia
per
i propri defunti
22-10-15

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Antonio
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In onore di S. Agata
10-03-15

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Agata
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i propri cari
26-01-15

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