Mercoledì 12 febbraio, Ottava di Sant'Agata: ore 16.00 S. Messa.

CALENDARIO PARROCCHIALE

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LITURGIA

La Vergine Maria e il "Messaggio di Lourdes"

Nella foto: Padre Vincenzo a Lourdes celebra la S. Messa nella Grotta delle Apparizioni
10-02-20


1858, Lourdes. Ai piedi dei Pirenei, è  un paese di tagliapietre e contadini.

La famiglia Soubirous è in rovina, ridotta a vivere in un luogo prima adibito a prigione, ma che viene ritenuto inidoneo anche per i carcerati: il  Cachot.

L' 11 febbraio, Bernadette, sua sorella Toinette e una loro amica, Jeanne Abadie, vanno in cerca di legna. Si dirigono verso "il luogo dove il torrente si getta nel Gave". Arrivano dinanzi alla grotta di Massabielle. Questa é poco meno di una discarica, piena di detriti portati dal fiume, di rifiuti dei maiali,  ma anche di legna da poter raccogliere. Toinette e Jeanne attraversano l'acqua ghiacciata del torrente per raggiungerla, ma Bernadette, a causa della sua asma cronica, esita a [leggi tutto]


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RAPPRESENTAZIONE DI “AGATA TRASLATA DA COSTANTINOPOLI ALLA CHIARA CITTA’ DI CATANIA”. IL COMPONIMENTO E’ STATO GIA’ “MESSO IN SCENA” DURANTE LA FESTA GRANDE DEL 2016

Il Dialogo è stato scritto nel 1656 dall’allora Arciprete di Alì Don Pietro Antonio Zorrìa e parla del passaggio delle Spoglie mortali di S. Agata dalla terra di Alì.
19-08-17

Domenica 20 agosto, nella Chiesa di S. Agata ad Alì, alle ore 19,45, subito dopo la S. Messa, sarà rappresentato il dialogo “Agata traslata da Costantinopoli alla chiara città di Catania”.

L’oratorio è stato già realizzato lo scorso anno, proprio il 20 agosto 2016, a conclusione di un convegno dal titolo “Agathae sub alis…”. Era sabato e si era nel secondo giorno della “Festa Ranni”. Mai come quello fu giorno più adatto, considerato che il Duomo di Alì, come tutti ricorderanno, ospitava la cassa che nel 1126 ha custodito le Spoglie della Vergine Agata durante il rientro a Catania, facendo sosta proprio nel nostro paese. Per questo motivo, nell’accogliere la preziosa teca, molto venerata nella città etnea, Padre Vincenzo disse: «Bentornata, bentornata…».    

E proprio di quella vicenda tratta l’opera, scritta il primo febbraio del 1656 dall’arciprete di Alì, Don Pietro Antonio Zorrìa e stampata in quello stesso anno a Messina presso gli eredi di Pietro Brea, che si sarebbe dovuta recitare nella chiesa madre in occasione dei festeggiamenti del 5 febbraio, in onore di S. Agata.

Come lo stesso sacerdote precisa nel frontespizio, il dialogo era stato musicato da Domenico Messina, ma di queste musiche, purtroppo, s’è persa ogni traccia.

Nella dedica che l’autore indirizza ai giurati di Alì, egli spiega di aver voluto comporre questo dialogo per rinnovare e rendere immortale il ricordo dell’arrivo delle sacre reliquie di S. Agata, partite dalla città di Costantinopoli dove secoli prima erano state trafugate dalle truppe bizantine, presso la spiaggia di Alì, poiché negli archivi parrocchiali non si trovava testimonianza alcuna di tale evento, molto importante per la comunità aliese, in quanto segna l’inizio di una devozione molto forte.

Mons. Zorrìa, compone in versi questo dialogo suddividendolo in sei scene, da lui denominate “Apparenze” e che vede come protagonisti: Goselmo e Gilberto, i due soldati della guardia imperiale bizantina che compirono l’impresa di riportare a Catania le sacre reliquie, S. Agata che appare in sogno a Goselmo per chiedergli di riportare le sue spoglie nella sua città natale, l’Università di Alì (il popolo) che accoglie con gioia e commozione la nave che approda sulla spiaggia ed invoca la protezione della martire catanese sul proprio territorio.

Il componimento è un’importante testimonianza storica del patrocinio di S. Agata su Alì.




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Tweetato il 27 Febbraio da Papa Francesco


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