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CALENDARIO PARROCCHIALE

Ottobre

Domenica 24 · S. Antonio M. Claret

Ger 31,7-9; Sal 125; Eb 5,1-6; Mc 10,46-52.

Grandi cose ha fatto il Signore per noi.

Ore 17.30 S. Rosario
Ore 18.00 S. Messa e benedizione con la reliquia di S. Giovanni Paolo II


Lunedi 25


Martedi 26


Mercoledi 27


Giovedi 28


Venerdi 29


Sabato 30


LITURGIA

22 ottobre: S. Giovanni Paolo II. Preghiera.

E’ stato proclamato Santo il 27 aprile 2014 da Papa Francesco. Viene festeggiato annualmente nel giorno del suo insediamento al Soglio Pontificio.
14-10-21



O Dio, Padre Figlio e Spirito Santo, per l'intercessione di S. Giovanni Paolo II, imploriamo dalla Tua Divina Misericordia il perdono e la pace per l'umanità del nostro tempo. Attraverso l'annuncio del Tuo regno sino ai confini della terra i cristiani siano uniti nel loro unico Capo Gesù Cristo nostro Signore. Lo Spirito Santo rinnovi i prodigi della Pentecoste nei coniugi e nelle famiglie cristiane; susciti nei giovani ideali di vera perfezione nella verità e nell'amore; doni ai malati e ai sofferenti viva speranza di vita vera. La Chiesa tutta sia comunione e missione, testimone del Tuo amore trinitario perché il mondo creda che Tu sei il vero unico Dio, Padre di tutto il genere umano. Fa' che quanti si affidano all’intercessione di San Giovanni Paolo II siano da Te esauditi nelle loro necessità, spirituali e materiali. Amen


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A DICIANNOVE ANNI DAL FULMINE ABBATTUTOSI SULLA CUPOLA DELLA CHIESA MADRE DI ALI', SI RICORDA L’EVENTO CALAMITOSO

Dal 1997, tutti i martedi alle ore 15,20 suona una campana ed ogni 27 dicembre viene celebrata una Messa di ringraziamento.
27-12-16

Sono passati ormai diciannove anni da quando un fulmine è caduto sulla cupola della chiesa Madre di S. Agata, mentre era gremita di fedeli, per la celebrazione del funerale della signora Carmela Smeralda. Erano le 15,20 di sabato 27 dicembre 1997 quando, al momento della consacrazione, si sente un forte boato. L’edificio trema, la luce va via e dalla cupola piovono calcinacci e frammenti di vetrate in frantumi. Il tutto nella frazione di pochi secondi, che sembrano un’eternità. La gente in preda al panico grida, cerca i propri familiari e scappa in direzione delle porte d’uscita. Qualcuno prontamente riesce ad aprire la porta centrale.

Sono stati momenti di grande paura, ma fortunatamente nessuno ha riportato alcun genere di ferite. Illeso anche P. Vincenzo D’Arrigo che stava celebrando, proprio sotto la cupola. Anch’egli, vincendo lo choc iniziale, si è diretto verso le poche persone rimaste all’interno della chiesa, cercando di tranquillizzarle.

Il fulmine ha provocato serie lesioni alla cupola: frammenti di cornicioni sono caduti lungo le strade adiacenti. Danni si sono verificati anche all’interno di alcune abitazioni: vetri infranti, piastrelle saltate dalle pareti, televisori bruciati.

Sul posto si sono recati i carabinieri di Alì Terme ed i vigili del fuoco di Messina, per verificare se le strutture portanti dell’edificio fossero state danneggiate. Il paese è rimasto isolato per via di un guasto alle linee telefoniche. Il sopralluogo dei vigili del fuoco è proseguito l’indomani.

Solo il giorno successivo gli aliesi hanno preso coscienza della tragedia sfiorata. In piazza un via vai di gente silenziosa e in lacrime osserva le operazioni di sgombero dei detriti, ma soprattutto fissa lo sguardo verso la “ferita” della cupola. Le lancette dell’orologio della torre campanaria sono ferme alle 15,20. Ancora oggi vengono i brividi ricordando quella scena: il boato ed il fuggi-fuggi generale. Un raggio di fuoco penetra da una finestra, poi un’immensa nuvola di polvere. Gli aliesi hanno subito gridato al miracolo, memori del motto inciso nella parte alta della facciata della chiesa: «Agate sub alis, Alì nulla timebit» (sotto la protezione di Agata, Alì non avrà nulla da temere). S. Agata ancora una volta si è fatta garante presso Dio del suo popolo, contro le calamità naturali, così come avvenuto durante il terremoto del 1783. In quell'occasione l'unico danno registrato ad Alì è stata la caduta della statua della Patrona, posta in una nicchia della facciata della grande chiesa, come se la Santa avesse voluto addossare su se stessa tutti i danni, preservando così la popolazione.

Da allora, il 27 dicembre di ogni anno viene celebrata una Messa di ringraziamento ed ogni martedi (giorno in cui si ricorda la traslazione delle reliquie della Patrona) alle ore 15,20 suona una campana. Anche ieri durante la Messa Giubilare in onore di S. Agata, l’evento è stato ricordato.

Roberto Roma




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"L’annuncio del #Vangelo rinvigorisce la speranza, perché ci ricorda che in tutto ciò che viviamo Dio è presente, ci… https://t.co/Ceh53KqNy5"

Tweetato il 23 Ottobre da Papa Francesco


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Antonia
per
i propri defunti
22-10-15

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Antonio
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In onore di S. Agata
10-03-15

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Agata
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i propri cari
26-01-15

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Maria
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in onore di S.Agata
16-01-15

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Nonna Sara
28-12-14


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