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CALENDARIO PARROCCHIALE

Dicembre

Sabato 5 · S. Saba

Is 30,19-21.23-26; Sal 146; Mt 9,35 - 10,1.6-8.

Beati coloro che aspettano il Signore.

Ore 16,45 - NOVENA DELL'IMMACOLATA.


Domenica 6 · S. Nicola

2.a di Avvento

Is 40,1-5.9-11; Sal 84; 2Pt 3,8-14; Mc 1,1-8.

Mostraci, Signore, la tua misericordia e donaci la tua salvezza.

Ore 17,00 - NOVENA DELL'IMMACOLATA.


Lunedi 7 · S. Ambrogio

Is 35,1-10; Sal 84; Lc 5,17-26.

Ecco il nostro Dio, egli viene a salvarci.

Ore 16,45 - NOVENA DELL'IMMACOLATA.


Martedi 8 · IMMACOLATA CONCEZIONE BEATA VERGINE MARIA PATRONA PRINCIPALE DELLA REGIONE SICILIANA

Gen 3,9-15.20; Sal 97; Ef 1,3-6.11-12; Lc 1,26-38.

Cantate al Signore un canto nuovo, perche' ha compiuto meraviglie.

Ore 17.30 - S. MESSA.


Mercoledi 9 · S. Giovanni Diego C.; S. Siro

Is 40,25-31; Sal 102; Mt 11,28-30.

Benedici il Signore, anima mia.


Giovedi 10 · B.V. Maria di Loreto

Is 41,13-20; Sal 144; Mt 11,11-15.

Il Signore e' misericordioso e grande nell'amore.

S. Messa ore 17,00.


Venerdi 11 · S. Damaso I

Is 48,17-19; Sal 1; Mt 11,16-19.

Chi ti segue, Signore, avra' la luce della vita.


LITURGIA

INIZIA L’AVVENTO 2020

Sabato 28 novembre, ai primi Vespri ha avuto inizio il periodo di Avvento. Prende avvio, così, un nuovo anno liturgico.
29-11-20


Ma qual è il significato di questo tempo, che ritroviamo puntualmente all’inizio di ogni anno liturgico?
La teologia dell'Avvento ruota attorno a due prospettive principali. Da una parte con il termine "adventus" (= venuta, arrivo) si è inteso indicare l'anniversario della prima venuta del Signore; d'altra parte designa la seconda venuta alla fine dei tempi.
Il Tempo di Avvento ha quindi una doppia caratteristica: è tempo di preparazione alla solennità del Natale, in cui si ricorda la prima venuta del Figlio di Dio fra gli uomini, e contemporaneamente è il tempo in cui, attraverso tale ricordo, lo spirito viene guidato all'attesa della seconda venuta del Cristo alla fine dei tempi.
Tempo di grazia, tempo di luce, [leggi tutto]


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Gli agnelli di S. Agnese e il Papa

21 gennaio - S. Agnese martire
20-01-18

Lungo la via Nomentana, a Roma, sopra l’area catacombale in cui si conserva il corpo di Sant’Agnese, sorge da più di 1400 anni una Basilica dedicata a questa giovane martire. Ogni anno, il 21 gennaio, giorno in cui se ne celebra la memoria, la Messa solenne del mattino è animata da due insolite presenze. Resi inconfondibili dal loro belare, due agnellini catalizzano l’attenzione di fedeli e semplici visitatori, i quali accorrono copiosi e gremiscono questo edificio in cui stile paleocristiano ed elementi d’arte barocca si confondono splendidamente. I due animali ricevono dall’assemblea un’accoglienza di tutto rispetto. Il canto dell’antifona Stans a dextris ejus agnus nive candidior (“Alla sua destra sta un agnello più bianco della neve”) ne annuncia l’ingresso. Posti sopra una pedana portata in spalla da alcuni giovani parrocchiani, a distinguerli vi è un elemento cromatico, un agnello è coronato di fiori bianchi per sottolineare la verginità della santa, l’altro di fiori rossi che ne ricordano il martirio. Una volta terminato il rito d’ingresso, gli agnelli vengono poggiati sull’altare, che sorge proprio sopra la tomba della martire Sant’Agnese. Dopo di che, l’Abate Generale dei Canonici Regolari Lateranensi (l’ordine che regge la Basilica) li benedice. Il passaggio a Sant’Agnese fuori le mura è tuttavia soltanto una tappa di un lungo pellegrinaggio che vede protagonisti questi due agnelli. Prima di giungere in Basilica, i due agnellini, donati dai monaci Trappisti delle Tre Fontane, vengono allevati ed ‘adornati’ dalle suore della Sacra Famiglia di Nazareth. Solo dopo aver ricevuto le consuete “cure estetiche”, vengono quindi accompagnati a Sant’Agnese da due Canonici dell’Arcibasilica di San Giovanni in Laterano. A benedizione ricevuta, si consuma poi un passaggio cruciale del pellegrinaggio, ossia l’incontro tra i due agnelli e il Papa. Ad offrirglieli sono gli stessi Canonici Regolari Lateranensi, “come atto di fedeltà del Laterano al Pontefice”. Ultima fermata di questo pellegrinaggio è il monastero delle benedettine di Santa Cecilia in Trastevere, le quali si occupano di accudire i due animali fino al momento della tosatura. Già, perché la loro lana servirà a tessere i “palii” che, ad ogni Messa il 29 giugno nella Basilica di San Pietro, il Papa dona solennemente agli Arcivescovi Metropoliti di tutto il mondo. Gesto che sancisce il legame tra l’autorità vescovile e la comunione con la Santa Sede.




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"Vieni, Signore Gesù, rendi vigili i nostri cuori distratti: facci sentire il desiderio di pregare e il bisogno di amare."

Tweetato il 4 Dicembre da Papa Francesco


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22-10-15

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