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CALENDARIO PARROCCHIALE

Agosto

Giovedi 24 · S. BARTOLOMEO, patrono principale dell'Arcidiocesi

I tuoi santi, Signore, dicono la gloria del tuo regno.

Liturgia: Ap 21,9b-14; Sal 144; Gv 1,45-51.

S. Messa ore 18,30.


Venerdi 25 · 20.a Tempo Ordinario - S. Ludovico; S. Giuseppe Calasanzio

Loda il Signore, anima mia.

Liturgia: Rut 1,1.3-6.14b-16.22; Sal 145; Mt 22,34-40.


Sabato 26 · 20.a Tempo Ordinario - S. Alessandro martire

Benedetto l'uomo che teme il Signore.

Liturgia: Rut 2,1-3.8-11; 4,13-17; Sal 127; Mt 23,1-12.

Ore 7,00 S. Messa a S. Maria del Bosco.


Domenica 27 · 21.a Domenica Tempo Ordinario - S. Monica

Signore, il tuo amore e' per sempre.

Liturgia: Is 22,19-23; Sal 137; Rm 11,33-36; Mt 16,13-20.

S. Messa ore 19,00.

Ore 19,45 Concerto d'organo tenuto dal M. Santino Triolo.


Lunedi 28


Martedi 29


Mercoledi 30


LITURGIA

24 Agosto: S. BARTOLOMEO APOSTOLO

Patrono principale dell’Arcidiocesi di Messina Lipari S. Lucia del Mela
22-08-17


Bartolomeo (Natanaele) è uno dei dodici Apostoli che Gesù chiamò al suo seguito e dopo la sua morte e risurrezione, costituì capi dalla Chiesa da Lui fondata. Questo apostolo è menzionato soltanto nelle liste sinottiche dei dodici (Mc3,18; Mt10,3; Lc6,14) e nella lista degli apostoli in Atti 1,13. Natanaele, originario della vicina Cana di Galilea, reagisce scetticamente. Mentre però egli andava incontro, è Gesù a pronunciare un elevato elogio su Natanaele: "Ecco davvero un israelita in cui non c’è falsità". Di qui la reazione del discepolo: “Come mi conosci?” e Gesù ribatte con una risposta a dir [leggi tutto]


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Gli agnelli di S. Agnese e il Papa

21 gennaio - S. Agnese martire
21-01-17

Lungo la via Nomentana, a Roma, sopra l’area catacombale in cui si conserva il corpo di Sant’Agnese, sorge da più di 1400 anni una Basilica dedicata a questa giovane martire. Ogni anno, il 21 gennaio, giorno in cui se ne celebra la memoria, la Messa solenne del mattino è animata da due insolite presenze. Resi inconfondibili dal loro belare, due agnellini catalizzano l’attenzione di fedeli e semplici visitatori, i quali accorrono copiosi e gremiscono questo edificio in cui stile paleocristiano ed elementi d’arte barocca si confondono splendidamente. I due animali ricevono dall’assemblea un’accoglienza di tutto rispetto. Il canto dell’antifona Stans a dextris ejus agnus nive candidior (“Alla sua destra sta un agnello più bianco della neve”) ne annuncia l’ingresso. Posti sopra una pedana portata in spalla da alcuni giovani parrocchiani, a distinguerli vi è un elemento cromatico, un agnello è coronato di fiori bianchi per sottolineare la verginità della santa, l’altro di fiori rossi che ne ricordano il martirio.Una volta terminato il rito d’ingresso, gli agnelli vengono poggiati sull’altare, che sorge proprio sopra la tomba della martire Sant’Agnese. Dopo di che, l’abate generale dei Canonici Regolari Lateranensi (l’ordine che regge la Basilica) li benedice.Il passaggio a Sant’Agnese fuori le muraè tuttavia soltanto una tappa di un lungo pellegrinaggio che vede protagonisti questi due agnelli. Prima di giungere in Basilica, i due agnellini, donati dai monaci Trappisti delle Tre Fontane, vengono allevati ed ‘adornati’ dalle suore della Sacra Famiglia di Nazareth. Solo dopo aver ricevuto le consuete “cure estetiche”, vengono quindi accompagnati a Sant’Agnese da due Canonici dell’arcibasilica di San Giovanni in Laterano.A benedizione ricevuta, si consuma poi un passaggio cruciale del pellegrinaggio, ossia l’incontro tra i due agnelli e il Papa. Ad offrirglieli sono gli stessi Canonici Regolari Lateranensi, “come atto di fedeltà del Laterano al Pontefice”.Ultima fermata di questo pellegrinaggio è il monastero delle benedettine di Santa Cecilia in Trastevere, le quali si occupano di accudire i due animali fino al momento della tosatura. Già, perché la loro lana servirà a tessere i “palii” che, ad ogni Messa il 29 giugno nella  Basilica di San Pietro, il Papa dona solennemente agli arcivescovi metropoliti di tutto il mondo. Gesto che sancisce il legame tra l’autorità vescovile e la comunione con la Santa Sede.




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"Il Signore è vicino a quanti sono vittime di antiche e nuove schiavitù: lavori disumani, traffici illeciti, sfruttamento."

Tweetato il 23 Agosto da Papa Francesco


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