Benvenuti!

CALENDARIO PARROCCHIALE

Maggio

Domenica 19 · S. Pietro Celestino; S. Crispino da Viterbo

Benediro' il tuo nome per sempre, Signore.

At 14,21b-27; Sal 144; Ap 21,1-5a; Gv 13,31-33a.34-35.

Ore 17,30 - Oratorio
Ore 19,00 - S. Messa


Lunedi 20 · S. Bernardino da Siena; S. Lidia

Non a noi, Signore, ma al tuo nome da' gloria.

At 14,5-18; Sal 113B; Gv 14,21-26.


Martedi 21 · Ss. Cristoforo Magallanes e c.; S. Carlo Eugenio de Mazenod

I tuoi amici, Signore, proclamino la gloria del tuo regno.

At 14,19-28; Sal 144; Gv 14,27-31.

Chiesa Madre:
Ore 18,00 - S. Rosario
Ore 18,30 - S. Messa


Mercoledi 22 · S. Rita da Cascia ; S. Giulia

Andremo con gioia alla casa del Signore.

At 15,1-6; Sal 121; Gv 15,1-8.

Piazzetta S. Rita:
ore 18,00 - Rosario
ore 18,30 - S. Messa


Giovedi 23 · S. Desiderio; S. Onorato

Annunciate a tutti i popoli le meraviglie del Signore.

At 15,7-21; Sal 95; Gv 15,9-11.

Chiesa del Rosario:
ore 18,00 - S. Rosario
ore 18,30 - S. Messa


Venerdi 24 · B.V. Maria Ausiliatrice; S. Vincenzo di Lerins; S. Servulo

Ti lodero' fra i popoli, Signore.

At 15,22-31; Sal 56; Gv 15,12-17.


Sabato 25 · S. Beda ; S. Gregorio VII ; S. Maria M. de’ Pazzi

Acclamate il Signore, voi tutti della terra.

At 16,1-10; Sal 99; Gv 15,18-21.


LITURGIA

"ECCO IL MAGGIO A NOI RITORNA"

Il mese di maggio è dedicato alla Madonna
01-05-19


“Ecco il maggio a noi ritorna…”, così,una popolare canzoncina dedicata alla Madonna per l’inizio del mese di maggio.
Venerare, ricordare, pregare Maria è sempre fonte di copiosi frutti spirituali.
Celebrare il mese mariano, soprattutto con la recita quotidiana del S. Rosario, significa rivolgersi a Colei che più da vicino vive con il Signore.
Maria, come a Cana di Galilea, per noi a Cristo suo figlio dice: “non hanno più vino”; e a noi dice:”fate come Egli vi dirà”!
Lei è la “lettera” di Dio “scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente, non su tavole di  pietra, ma su tavole di carne”.
Tale lettera [leggi tutto]


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Gli agnelli di S. Agnese e il Papa

21 gennaio - S. Agnese martire
20-01-18

Lungo la via Nomentana, a Roma, sopra l’area catacombale in cui si conserva il corpo di Sant’Agnese, sorge da più di 1400 anni una Basilica dedicata a questa giovane martire. Ogni anno, il 21 gennaio, giorno in cui se ne celebra la memoria, la Messa solenne del mattino è animata da due insolite presenze. Resi inconfondibili dal loro belare, due agnellini catalizzano l’attenzione di fedeli e semplici visitatori, i quali accorrono copiosi e gremiscono questo edificio in cui stile paleocristiano ed elementi d’arte barocca si confondono splendidamente. I due animali ricevono dall’assemblea un’accoglienza di tutto rispetto. Il canto dell’antifona Stans a dextris ejus agnus nive candidior (“Alla sua destra sta un agnello più bianco della neve”) ne annuncia l’ingresso. Posti sopra una pedana portata in spalla da alcuni giovani parrocchiani, a distinguerli vi è un elemento cromatico, un agnello è coronato di fiori bianchi per sottolineare la verginità della santa, l’altro di fiori rossi che ne ricordano il martirio. Una volta terminato il rito d’ingresso, gli agnelli vengono poggiati sull’altare, che sorge proprio sopra la tomba della martire Sant’Agnese. Dopo di che, l’Abate Generale dei Canonici Regolari Lateranensi (l’ordine che regge la Basilica) li benedice. Il passaggio a Sant’Agnese fuori le mura è tuttavia soltanto una tappa di un lungo pellegrinaggio che vede protagonisti questi due agnelli. Prima di giungere in Basilica, i due agnellini, donati dai monaci Trappisti delle Tre Fontane, vengono allevati ed ‘adornati’ dalle suore della Sacra Famiglia di Nazareth. Solo dopo aver ricevuto le consuete “cure estetiche”, vengono quindi accompagnati a Sant’Agnese da due Canonici dell’Arcibasilica di San Giovanni in Laterano. A benedizione ricevuta, si consuma poi un passaggio cruciale del pellegrinaggio, ossia l’incontro tra i due agnelli e il Papa. Ad offrirglieli sono gli stessi Canonici Regolari Lateranensi, “come atto di fedeltà del Laterano al Pontefice”. Ultima fermata di questo pellegrinaggio è il monastero delle benedettine di Santa Cecilia in Trastevere, le quali si occupano di accudire i due animali fino al momento della tosatura. Già, perché la loro lana servirà a tessere i “palii” che, ad ogni Messa il 29 giugno nella Basilica di San Pietro, il Papa dona solennemente agli Arcivescovi Metropoliti di tutto il mondo. Gesto che sancisce il legame tra l’autorità vescovile e la comunione con la Santa Sede.




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"Restiamo uniti al Signore Gesù mediante l’ascolto della Parola, i sacramenti, la vita fraterna e il servizio agli altri."

Tweetato il 19 Maggio da Papa Francesco


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22-10-15

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10-03-15

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28-12-14


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