Il 18 giugno iniziano i "Martedì" in onore della Santa Patrona di Alì. La S. Messa sarà celebrata alle ore 19.00 in Chiesa Madre.

CALENDARIO PARROCCHIALE

Luglio

Domenica 21 · S. Lorenzo da Brindisi

Chi teme il Signore, abitera' nella sua tenda.

Gen 18,1-10a; Sal 14; Col 1,24-28; Lc 10,38-42.

Ore 19,00 - Accoglienza del Vice Parroco nella Parrocchia di Ali', Appuntamento in Piazza Duomo alle ore 18,45 e a seguire la S. Messa.
La comunita' parrocchiale di Ali' dara' il benvenuto a Padre Gianfranco Pistorino.


Lunedi 22 · S. Maria Maddalena; B. Agostino da Biella; S. Gualtiero

Ha sete di te, Signore, l'anima mia.

Ct 3,1-4a opp. 2Cor 5,14-17; Sal 62; Gv 20,1-2.11-18.


Martedi 23


Mercoledi 24


Giovedi 25


Venerdi 26


Sabato 27


LITURGIA

S. MARIA MADDALENA SOTTRATTA DA GESU' ALLA DISPERAZIONE

22 luglio il giorno liturgico dedicato a lei.
21-07-19

Il 3 giugno 2016 la Congregazione per il Culto Divino ha pubblicato un decreto con il quale, «per espresso desiderio di papa Francesco», la celebrazione di santa Maria Maddalena, che era memoria obbligatoria, viene elevata al grado di festa. Il Papa ha preso questa decisione «per significare la rilevanza di questa donna che mostrò un grande amore a Cristo e fu da Cristo tanto amata», ha spiegato il segretario del Dicastero, l’arcivescovo Arthur Roche. Ma chi era Maria Maddalena, che Tommaso d’Aquino definì «apostola degli apostoli»? Nei Vangeli si legge che era originaria di Magdala, villaggio di pescatori sulla sponda occidentale del lago di Tiberiade, centro commerciale ittico denominato in greco [leggi tutto]


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IL DUOMO DI ALI' DEDICATO A S. AGATA

13-01-15

Il Duomo di Alì (ME), dedicato a S. Agata, di stile tardo rinascimentale, ormai manierismo, è il monumento più interessante e maestoso presente  nel centro jonico ed è tra i più grandi dell’intera Arcidiocesi di Messina.

Risale al XVI secolo e la pietra necessaria  proviene interamente da cave locali. La facciata, che domina l’abitato, presenta tre porte d’ingresso ed una finestra in asse col portale principale, che ha ai lati due colonne con capitelli stile dorico. Poco più su della finestra, vi è uno stemma scolpito sulla stessa pietra sul quale si può leggere: “Agathae sub alis, Alì nulla timebit” (sotto la protezione di Agata, Alì nulla avrà da temere), a testimonianza della devozione degli aliesi alla Vergine catanese.

Alla costruzione della chiesa, iniziata nel 1564,  partecipò tutta la popolazione, con donazioni, lasciti ed anche giornate lavorative. Pietro Carrera, scrittore catanese della prima metà del 1600, riferisce alcuni miracoli verificatisi durante i lavori di quello che per tutti doveva essere un “sontuosissimo edificio”. Fu aperto al culto nel 1582.

Pur essendo sconosciuto l’autore del progetto, sembrerebbe plausibile rintracciarlo tra i seguaci di Andrea Calamech, architetto toscano dalla poliedrica personalità.

“Nel panorama dell’architettura siciliana l’interno della chiesa madre di Alì si distingue per la coerenza stilistica e la spiccata linea classica rinascimentale difficilmente riscontrabili in altri edifici sacri della provincia” (S. Di Bella – Alì, la chiesa madre).

Il vasto interno della chiesa  è a tre navate con pianta a croce latina, transetto, tre absidi, cupola alta 29 metri e 16 colonne (12 monolitiche e 4 dimezzate) su cui poggiano gli archi a tutto sesto. Le colonne, di ordine dorico, sono rese particolarmente slanciate da inusuali pulvini.

Di rilevante valore artistico il patrimonio custodito all’interno della Chiesa: altari, statue e quadri. Facciamo solo alcuni accenni: la Cappella del SS. Sacramento, a destra dell’altare maggiore, con l’interessante tabernacolo ligneo intagliato e dorato – con colonnine, fregi e rilievi – risalente al 1621; la statua di S. Sebastiano, opera considerata fra le più importanti della nostra provincia, risalente al XVI secolo ed attribuita a Rinaldo Bonanno; lo splendido coro ligneo.

Artisti come Antonio Catalano, il vecchio ed il giovane, Gaspare Camarda Letterio Subba, Michele Panebianco e Gerobino Pilli qualificano le numerose tele presenti.

Per una consultazione più approfondita si consiglia il libro di Sebastiano Di Bella: “Alì, La Chiesa Madre, la cultura artistica”, edito dalla Società Messinese di Storia Patria.



Il coro ligneo

Un’opera assai complessa, da considerare fra le più importanti del genere, è il coro ligneo (realizzato all’inizio del XVIII secolo da Alessandro Controsceri, Santi Siracusa e Alberto Orlando) che si trova nella curvatura dell’abside centrale della chiesa madre. L’opera, definita “un gioiello dentro il gioiello”, essendo di eccezionale valore artistico, è stata scolpita interamente a mano e raffigura, in 25 quadri, il martirio di S. Agata. Fra uno scranno e l’altro si alternano telamoni che sorreggono archi a tutto sesto. Il coro è costituito da 25 stalli divisi in due ordini: in quelli superiori sedevano i sacerdoti dignitari e titolati, mentre in quelli sottostanti, intervallate da braccioli sorretti da “cariatidi”, i sacerdoti secondari e i chierici. Fra il 1600 e il 1700 ad Alì vi erano circa 50 preti.

 

L’altare maggiore

L’altare maggiore del Duomo di Alì, bellissima opera dalla raffinata capacità tecnica ed artistica, si può far risalire al periodo tra il XVII ed il XVIII secolo, anche se motivi e stile sono di chiaro gusto seicentesco.

Il grande altare arricchisce con il coro ligneo, l’abside centrale e domina l’ampia zona presbiterale, che è delimitata da un’artistica balaustra in marmi commessi (di cui in realtà rimane ben poca cosa!).

L’altare, che ricorda quello della cattedrale di Messina, distrutto a seguito dei bombardamenti bellici del 1943, risulta riccamente decorato con vasi fioriti, foglie, uccelli e bacche ed, al centro del paliotto, reca un bassorilievo di S. Agata, rappresentata con la palma e la tenaglia. E’ solo una delle tante effigi della Santa Patrona presenti nella nostra chiesa. Senza doverci allontanare troppo, infatti, un’altra immagine della Santa, la troviamo al centro del paliotto (questa volta in tessuto) posto nel prospetto anteriore dell’antistante altare coram populo (ove si celebra la Messa, per intenderci), risalente alla prima metà dell’Ottocento.

Sull’altare maggiore si trova, anche, un ottocentesco crocifisso di V. Buceti.




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"Il Vangelo di oggi ci ricorda che la sapienza del cuore sta nel saper coniugare la contemplazione e l’azione. Chied… https://t.co/HaDv62urea"

Tweetato il 21 Luglio da Papa Francesco


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22-10-15

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10-03-15

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